Ivana di Martino, mamma, insegnante e atleta, corre da sempre e ha trasformato la sua passione in una mission a fini benefici attraverso una serie di imprese che la vedono protagonista. La sua prima impresa è stata 21 volte donna: 21 mezze maratone in giro per l’Italia per sostenere Doppia Difesa, l’associazione contro la violenza sulle donne, a seguire Running for Kids per il progetto Faro, dove è partita con una maratona da Lampedusa passando per i diversi centri di accoglienza e WhiteUltraRun, che l’ha vista correre per 330 km con 8000 m di dislivello intorno al Monte Bianco. Una corsa NO STOP al limite della fatica e della sopportazione per dire a se stessa e a tutti che si può fare. Oggi è coach professionista e continua a stupire con le sue azioni.

E’ partita domenica 12 aprile #50challenge la raccolta fondi per il Policlinico di Milano che ha coinvolto chiunque avesse avuto voglia di fare qualcosa per 50 volte: 50 salti alla corda, 50 flessioni, 50 km, 50 addominali ecc. Ivana ha scelto 50km nel box del suo condominio e molti dei nostri atleti Purosangue hanno risposto al suo appello, condividendo il messaggio che insieme si può fare tanto. Tra i km in bici di Andrea e Francesca, i 50 minuti di allenamento di Maria, Francesca e Simone è partita la sfida che continuerà anche le prossime domeniche per raggiungere quota 5 mila euro da donare all’ospedale di Milano.

Ivana come stai vivendo questi momenti?
Sono dei momenti certamente particolari. Difficili da immaginare che oggi ci troviamo a vivere e hanno un grande impatto sulla nostra vita quotidiana. Il problema vero, non è tanto la limitazione della libertà quanto il non avere una data ben precisa di quando tutto ciò terminerà. Questo è probabilmente il motivo che non ci permette di stabilire degli obiettivi a breve termine che sono essenziali, soprattutto per una come me che ha l’abitudine di pianificarli quotidianamente. Si ha quindi la sensazione di incertezza e ansia. E’ fondamentale, quindi, in questi momenti, trovare gli stimoli giusti per cercare di superare tutto. Lo sport è uno di questi.

Come è nato questo progetto di raccolta fondi per il Policlinico di Milano?
#50Challange è nata in una notte insonne (soffro molto di insonnia in questo periodo). Riflettevo ed è nata l’esigenza di dover fare qualcosa ma non volevo fare la mia solita impresa; volevo creare energia e coinvolgere più persone possibile per uno scopo benefico. Io ho deciso di fare 50km nel mio box di casa e ho chiesto a tutte le altre persone che mi seguono di fare qualcosa che avesse come riferimento il numero 50. Poteva trattarsi di 50 addominali, 50km in bici. Qualsiasi cosa con il numero 50.

Perché 50?
50 perché è un numero simbolico. Erano passati esattamente 50 giorni dal primo decreto che aveva stabilito la chiusura dell’intero Paese e quindi determinato tutto il cambiamento.

Qual è l’obiettivo di questa raccolta? E’ stato raggiunto?
L’obiettivo minimo è raccogliere 5 mila euro per il Policlinico. E’ chiaro che in un momento come questo è difficile chiedere donazioni alle famiglie che si trovano a vivere situazioni difficili con qualcuno che ha perso anche il lavoro. E’ importante tuttavia provarci e continuare a farlo anche le prossime settimane. Tanto è vero che anche le prossime domeniche organizzeremo delle iniziative aggreganti con l’obiettivo della solidarietà. Dobbiamo andare verso la speranza e, fin quando non raggiungeremo l’obiettivo, con l’aiuto di tutto voi, scenderemo con il numero di km. Quello che conta è creare l’energia utile a tutti noi per non mollare e per sostenerci uno con l’altro. E’ creare uno scopo ad ognuno di noi. Mai come in questo momento noi abbiamo bisogno di avere uno scopo e di tenere alta la motivazione.

Quanto è importante lo sport per tenere alta la motivazione?
Lo sport è fondamentale. E’ un momento per scaricare la nostra negatività, la fatica mentale. Bastano anche mezz’ora di scale, aerobica, zumba, o pilates per stare meglio e sentirsi meglio con il corpo e con la mente. E’ tra l’altro anche un momento di aggregazione e di condivisioni se si prendono in considerazione le tante dirette che vengono fatte quotidianamente. Lo sport è uno spazio nella nostra routine oggi fondamentale.

A proposito di aggregazione. Come cambierà nei prossimi mesi lo sport? Si continuerà a parlare di sport come momento di aggregazione o si favorirà un approccio dello sport più individuale?

No, siamo degli animali sociali che abbiamo bisogno degli altri e di condividere con gli altri. Appena passerà questo delicato momento sono certa che torneremo a stare insieme, a condividere la fatica, a fare le nostre corse insieme. Quando ci diranno che sarà possibile, sarà il momento che avremo bisogno l’uno dell’altro e anche chi aveva l’abitudine ad essere un lupo solitario, cercherà l’altro.

Simona R.